Atrani

Atrani nasce e si stringe attorno ad una spiaggia raccolta e protetta, dove di sera le lampare in partenza per la pesca, come stelle adornano il mare di una miriade di puntini luminosi. Il paesino più piccolo d’Italia per superficie (solo 0,12 km² per 851 abitanti), offre allo spettatore un panorama mozzafiato, stretto tra le alte pareti rocciose dei Monti Civita ad est, Aureo ad ovest ed il mare; il paese si sviluppa allo sbocco della valle del fiume Dragone. L’etimologia del nome Atrani è tutt’oggi sconosciuta: pare che derivi dal latino atrum cioè oscuro a causa della sua posizione geografica oppure da Atria, forse il primo insediamento di coloni greci. Il primo documento dell’esistenza di Atrani è del 596 d.C., ovvero una lettera del papa Gregorio Magno al vescovo Primenio. All’interno di questo territorio governato dal Ducato di Amalfi, Atrani che era gemellata con quest’ultima e sede dell’aristocrazia. Infatti solo gli Amalfitani o gli Atranesi potevano investire o deporre i Duchi, il cui simbolo era un particolare copricapo, il “Birecto” che veniva imposto come simbolo di elezione all’interno della Chiesa del San Salvatore proprio ad Atrani.

Nel 987 quando Amalfi fu promossa ad arcidiocesi dal papa Giovanni XV, il primo arcivescovo fu Leone di Sergio di Urso Comite di Atrani. Nel Medioevo ad Atrani vi fu una fervida vita religiosa, si contavano in totale circa trecento chiese e cappelle private, sul Monte Aureo vi furono ben sei cenobi. Addirittura vi era l’importante Castello di Supramonte, in località Civita, che fu poi distrutto dagli attacchi dei pisani negli anni 1135-1137. Il maremoto del 1343 sommerse buona parte del litorale distruggendo quasi completamente Atrani. Negli anni successivi, il Ducato di Amalfi, ormai decaduto, ed Atrani furono inglobati nel principato di Salerno.

Nel 1643 la peste procurò numerose vittime ad Atrani. Nei secoli a seguire non vi furono avvenimenti particolari, fino al 22 giugno 1807, quando Giuseppe Bonaparte, re di Napoli, recandosi in visita ad Amalfi, promise finalmente una via di accesso al Regno per gli abitanti della Costiera. La strada fu iniziata grazie a Gioacchino Murat nel 1816, ma terminata in un secondo tempo nel 1854. E’ quella che oggi chiamiamo Statale 163 Amalfitana.

Atrani fa parte del club dei “Borghi più belli d’Italia” (Club nato su impulso della Consulta del Turismo dell’ Associazione dei Comuni Italiani (ANCI) che a sua volta aderisce alla Federazione internazionale “Les Plus Beaux Villages de la Terre” (I Borghi più belli della Terra) insieme alle analoghe Associazioni di Francia, Belgio, Quebec, Giappone. Alle attività della Federazione partecipano anche, come osservatori, le Associazioni dei Borghi più belli di Spagna, Romania, Germania e Korea).

Nel novembre 2015 Atrani riceve la prestigiosa certificazione “American Friendly” che viene rilasciata ai Comuni e alle aziende che dimostrano di essere particolarmente preparati e attrezzati a ospitare flussi turistici provenienti dagli Stati Uniti. Il riconoscimento promosso nella convenzione tra la Fondazione Italia-Usa, i Borghi più belli e il Consorzio Ecce Italia ha lo scopo di promuovere in America i borghi che hanno alcune caratteristiche e di favorire il soggiorno di turisti americani, in quanto territori che rappresentano il made in Italy di qualità.

Il Borgo ha partecipato quest’anno al progetto “Borghi Viaggio Italiano” che è una delle principali iniziative che stanno caratterizzando l’Anno dei Borghi italiani. Con Direttiva del 2 dicembre 2016, il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo ha, infatti, proclamato il 2017 “Anno dei Borghi d’Italia”, con la finalità di valorizzare il patrimonio artistico, culturale, naturale e umano di questi luoghi che rappresentano una componente determinante dell’offerta turistica del Paese. In tale ottica, il MiBACT promuove un’azione di armonizzazione di tutte le iniziative finalizzate alla valorizzazione del patrimonio associato ai borghi promosse dai vari soggetti istituzionali nell’esercizio delle rispettive competenze di promozione e sviluppo del turismo.

Atrani rientra in tale progetto con il duplice ruolo di “Borghi d’Italia” e “Borghi Storici Marinari”.

Atrani infatti  accoglie i propri ospiti come un piccolo e grazioso presepe arroccato: alle spalle la roccia, davanti il mare, nell’aria i profumi della cucina partenopea, le storie narrate dai pescatori. Le case, vicine l’una all’altra, accompagnano i vicoli che si inerpicano nel cuore del borgo e che ci accompagnano tra piazzette, archi e le tipiche “scalinatelle”. Chi cerca arte e cultura, non potrà perdersi una visita alla Chiesa di San Salvatore e alla Collegiata di Santa Maria Maddalena, ma l’essenza di questo paese incantato la si coglie passeggiando per le sue stradine, guardando la bellezza del mare e, la sera, lasciandosi emozionare dallo spettacolo – che si ripete invariato da secoli – delle lampare che dalla spiaggia prendono il largo e che diventano piccole luci lontane, come lucciole che riposano sulle onde, sotto i raggi della luna o, durante tutto il periodo natalizio, immergendosi nel “presepe naturale” che caratterizza il borgo, di cui si apprezzano le tipiche luminarie, attrattore di economia in particolari periodi dell’anno, di bassa stagione.

Atrani ha condiviso con altri piccoli borghi della Regione Campania l'esperienza dello scorso 12 maggio alle Terme di Diocleziano di Roma, nell’ambito dell'esposizione “Ai Confini della Meraviglia” , evento portante di “Borghi – Viaggio Italiano”, con grande orgoglio e soddisfazione. L'opportunità di mostrare in una vetrina così importante tutta la bellezza, la storia, le tradizioni culturali e popolari che ancora vivificano la piccola Atrani è stata significativa per quanto riguarda la promozione e la valorizzazione del borgo. La partecipazione, come ha avuto modo di constatare anche l’Assessore Corrado Matera, presente in quell’occasione, non si è limitata ad un tour virtuale, seppur mozzafiato, tra panorami, arte, cultura e gastronomia;  l' evento è stato animato  “mettendo in scena” lo stretto legame tra il ribelle Masaniello e il borgo più piccolo d'Italia, terra d'origine  di sua madre. Una rappresentazione che, seppure in piccolo, ha espresso passione, entusiasmo e voglia di continuare a lavorare per raggiungere obiettivi sempre più alti,  convinti che  valorizzare e promuovere Atrani significhi puntare a vivificare la sua storia e la sua cultura.

In poche parole, la sua identità, i suoi valori e ciò che la caratterizza.
In questi anni sono stati realizzati eventi di spessore seguendo queste linee guida, certi che quanto più strettamente si lega al contesto in cui si realizza, tanto più l’ evento assume le caratteristiche di una immersione totale nella cultura del territorio; si contribuisce a rinsaldare la sua memoria storica e si inserisce in un più ampio progetto di incremento dell’economia locale e del turismo, in direzione di un miglioramento in termini di qualità dello stesso, prima ancora che di quantità, soprattutto in funzione della destagionalizzazione.