La tradizione culinaria riprende, a grandi linee, la cucina napoletana, con largo uso di prodotti di mare, in particolare del pesce azzurro, a cui, durante il mese di agosto, è dedicata una sagra. L a cucina locale ha nell’intreccio della fantasia con la tradizione la sua caratteristica principale con l’aggiunta di alcune incursioni nelle tradizioni delle regioni vicine.

 

Sarchiapone


Dalla cottura lenta e laboriosa, questa preparazione è ottenuta dal riempimento della zucca lunga con carne trita, a mò di cannellone, fritta e poi passata in forno con abbondante sugo di pomodoro.

Le origini di questo piatto, risalgono agli anni 60 quando don Vittorio Proto, viaggiatore atranese, decisa di omaggiare la S. Maddalena con una ricetta portata dal suo ultimo viaggio effettuato in Calabria.

Assieme ad Orlando Buonocore e sua moglie Luisa, titolari di un ristorante del borgo, rivisitarono quella che da sempre aveva rappresentato la pietanza delle festività calabresi, preparandola stavolta in onore della Santa patrona.

Il nome “Sarchiapone” non era del tutto nuovo a quei tempi: Walter Chiari fu il primo ad utilizzarlo per un personaggio di una sua macchietta.

Ad Atrani invece, lo stesso nome è stato riproposto ricordando il protagonista della Cantata dei Pastori, proprio perché tale figura appariva “secca e lunga”, come la zucca utilizzata per la preparazione.

Calabrese o no, resta il fatto che tale piatto veniva cucinato alla presenza della persona più anziana della famiglia e successivamente distribuito a parenti ed amici, nonché alle autorità civili del posto ed oggi come allora, è possibile assaggiare tale pietanza, nello stesso luogo e preparata dalle stesse mani con le quali fu realizzato la prima volta.

 

Pasticciotto


Tipico delle regioni meridionali, il bocconotto o bucconotto, è lo scrigno di pasta frolla che racchiude al proprio interno un ripieno che cambia da regione a regione.

In Costa d’Amalfi è il dolce noto a tutti come “Pasticciotto”, il quale ha trovato il proprio posto ad Atrani, il borgo più piccolo d’Italia, dove ha conquistato i palati di tutti per il suo ripieno di crema pasticciera ed amarene.

Le origini di questo dessert risalgono alla famiglia Cretella, pasticcieri da generazioni, i quali custodiscono segretamente la ricetta e i trucchi del mestiere per realizzare al meglio la loro delizia, donando la giusta friabilità e doratura alla pasta che si oppone alla morbidezza della crema con l’acidità delle amarene.

Ancor oggi, data la grande richiesta, tutte le attività costiere che operano nel settore dolciario, preparano questo dolce con diverse varianti. Per il classico gusto invece, vi sveliamo i nostri punti di riferimento