Grotta di Masaniello

Masaniello, figlio di Lorenzo D’Amalfi e Antonia Gargano di Atrani, pare che da piccolo giocasse tra le strade del paesino, vicina a quella che oggi è chiamata Casa Gargano, nei pressi della Chiesa di Santa Maria del Bando, appartenuta ai suoi nonni materni; pare che nel 1643 il capo rivoluzionario fece ritorno ad Atrani, per sfuggire ai soldati del viceré, nascondendosi nella Grotta che porta il suo nome. Il sito, immerso in una fitta vegetazione, si presenta in un’unica cavità divisa in due livelli, di cui il superiore, che pare fosse stato abitato, si trova ad una quota di circa 5 metri più in alto rispetto a quello inferiore, con accesso indipendente. Probabilmente era utilizzato nell’antichità come luogo di culto: nella parte più interna sono visibili su un muro, utilizzato per reggere l’ampliamento del piano della cavità, dei resti di pittura, con presenza di intonaco rosso e nero. Le pitture non sono leggibili, in quanto necessiterebbero di un intervento di pulitura e consolidamento.